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La Scuola di Dottorato in Scienze Archeologiche, Storiche e Storico-Artistiche dell’Università degli Studi di Torino è lieta di invitare studiosi delle diverse discipline umanistiche a un convegno dedicato al ritratto. L’iniziativa nasce da un ciclo di incontri seminariali in cui si è riflettuto sul saggio che al tema ha dedicato Enrico Castelnuovo, Il significato del ritratto pittorico nella società, 1973, recentemente riedito. L’approccio metodologico di questo testo costituisce la trama sulla quale si intendono aggiungere nuovi contributi.

 

Il convegno è rivolto a studiosi interessati alle diverse tematiche legate all’indagine del ritratto dal punto di vista archeologico, storico, storico-artistico e letterario. Accanto a contributi di taglio trasversale, saranno privilegiati in particolare studi su singoli casi, mirati a letture di esempi metodologici.

Temi e approcci comuni sono:

 

-        contesto storico e sociale

-        inerzia e rinnovamento iconografico

-        tecniche e materiali

-        artisti e committenti

-        funzioni e iconologia

-        aspetti antropologici e psicologici

-        fonti scritte e figurative

-        fruizione e percezione

-        fortuna, collezionismo e musealizzazione

 

Il convegno si articolerà in 4 sessioni:

 

1. Antico Oriente e mondo greco-romano

La visione bidimensionale arcaica della figura umana che caratterizzò le grandi arti di corte nel mondo Mediterraneo e Orientale venne progressivamente sostituita nell’età classica dalla rivoluzionaria pienezza dell’estetica naturalistica. Tale visione dell’essere umano e della sua rappresentazione giunse nell’arte greca e romana «a una complessità e ricchezza eccezionali»,fornendo all’artista «le possibilità di fermare con finezza nel marmo ogni tratto fisiognomico e caratteristiche personali, ogni percettibile variazione del carattere e dell’umore». I diversi modelli e schemi rappresentativi formulati nel corso del tempo divennero, specie in età ellenistica e romana, il mezzo per veicolare messaggi politici, sociali, culturali, dinastici. Di particolare interesse fu il ritratto delle classi dirigenti che, attraverso il carattere pubblico e celebrativo dell’immagine, associarono alla propria rappresentazione i segni caratteristici dell’esercizio del potere.

Attraverso un processo di astrazione e idealizzazione, la figura umana acquisì un carattere ieratico e simbolico che avrà sviluppi nell’arte tardoantica e altomedievale.

 

2. Medioevo

«Sarebbe troppo sbrigativo affermare che l’arte dell’alto Medioevo non conobbe il ritratto». A partire da questa considerazione si invita a riflettere sui significati che assunse nel Medioevo la rappresentazione di un individuo e, soprattutto per l’età altomedievale, in quale misura questa possa essere intesa come ritratto. Accanto al protrarsi di categorie ereditate dai secoli precedenti, emersero forme tipologiche di ritratto specificatamente medievali (votivi, devozionali, di dedica, in aggiunta ai ritratti ufficiali, in serie, di memoria, dell’autore e altri) che ricoprirono funzioni e veicolarono messaggi definiti.

Pur trattandosi di «ritratto ‘tipico’», immagini individualizzate attraverso criteri funzionali esistettero; i fattori che ne determinarono lo sviluppo e i contesti allestiti per accoglierle furono di volta in volta diversi. Tuttavia solo dal XIII secolo il progressivo interesse per la natura, seguito da una riconsiderazione del ruolo delle tecniche artistiche, porteranno alla consapevolezza di una rinnovata esigenza di verosimiglianza fisionomica, che getterà le basi del ritratto moderno.

 

3. Età moderna

I cambiamenti di atteggiamento in età moderna nei confronti del ritratto mettono in evidenza una situazione non eguale in tutte le regioni d’Italia e non è possibile «parlare in termini assoluti di uno svolgimento unitario; almeno per un certo periodo esisteranno aree caratterizzate da uno sviluppo divergente del ritratto». Il che non esclude che si possano riscontrare alcune tendenze comuni di fondo: il ritratto rimase un genere legato strettamente a esigenze celebrativo-commemorative e alla rappresentazione del potere, che raggiunse il suo apice con la formalizzazione dello ‘State Portrait’. Il campo restò aperto comunque a un’ampia varietà di soluzioni, mirate a mettere in scena le caratteristiche ora psicologiche, ora intellettuali e morali dell’effigiato. Il ritratto quotidiano e caricaturale rappresentò, nel Seicento, una reazione alla rigidità dello State portrait, almeno fino al ruolo egemone giocato dal «ritratto in movimento» di Bernini, che dominò fino alla fine del secolo. Nel Settecento una nuova obiettività caratterizzò il ritratto e una nuova attenzione al valore morale delle immagini fece superare la distinzione tra ritratto e scena di genere. Nell'interpretazione del ritratto in età moderna il rapporto con i modelli antichi rimase una costante che ne segnò i momenti cruciali e ne condizionò lo sviluppo.

 

4. Età contemporanea

Le considerazioni di Castelnuovo relative all’età contemporanea delineano il cambiamento del ruolo del ritratto, avvenuto nel corso dell’Ottocento, a favore di una graduale perdita della capacità di «esprimere visualmente la tendenza profonda di un’epoca», riconoscendo nuova rilevanza e urgenza espressiva solo con le avanguardie di primo Novecento. Alla luce delle acquisizioni critiche degli ultimi decenni, si intende promuovere riflessioni e aggiornamenti in merito al ritratto considerando le nuove grammatiche visive e linguistiche che caratterizzano il linguaggio artistico contemporaneo, la molteplicità di tecniche, nonché gli approcci interdisciplinari.

 

Nella prospettiva di multidisciplinarietà, ogni sessione riserverà attenzione anche al ruolo assunto dalle fonti scritte, lette in quanto specchio in grado di riflettere il ‘ritratto scritto’ di un personaggio. Questo andrà inteso come ogni testo volto a costruire consapevolmente dei tratti biografici: produzioni poetiche e narrative, testi storici e cronachistici, di carattere celebrativo o denigratorio, fonti documentarie. Lo studio di un ritratto scritto, pur non confrontandosi con la materialità di un oggetto artistico, coglie in effetti quanto di ogni ritratto sembra essere costitutivo: l’intenzionalità nella trasmissione del profilo di un singolo. Si invita quindi alla riflessione sugli aspetti ritrattistici che possono emergere dalle fonti scritte, considerate tanto nella loro valenza storica che letteraria.

 

Entro il 15 settembre 2016 dovranno essere inviati all’indirizzo ritratto@unito.it gli abstract di non più di 300 parole (specificando autore, titolo, istituzione di appartenenza, e-mail e parole chiave) che verranno esaminati da una commissione formata da dottorandi e docenti dell’Università di Torino. Gli interventi selezionati saranno distribuiti uniformemente nelle 4 sessioni.

 

Gli interventi dovranno avere una durata massima di 20 minuti, a cui potranno seguire 10 minuti di discussione.

La lingua ufficiale del convegno sarà l’italiano. Previa autorizzazione della comitato organizzativo potranno essere accettate anche relazioni in inglese.

 

Nel corso del convegno verrà organizzata anche una sezione poster. L’adesione a tale sezione dovrà essere specificata nella domanda di partecipazione. Entro la data del 15 settembre 2016 dovranno essere inviati all’indirizzo ritratto@unito.it gli abstract di non più di 200 parole. Verranno selezionati fino a 20 poster divisi nelle 4 sessioni, che rimarranno esposti per tutta la durata del convegno e sarà loro dedicato uno spazio di discussione.

 

I poster selezionati dovranno essere scritti in italiano e stampati dai partecipanti indicativamente in formato A1 (60 cm x 90 cm).

 

I contributi e i poster presentati durante il convegno saranno considerati per la pubblicazione degli atti prevista nel corso del 2017. Ulteriori informazioni e linee guida si forniranno ai partecipanti alla conclusione dell’evento.

 

L’Università di Torino provvederà all’ospitalità in albergo dei relatori delle sessioni principali. Le spese di viaggio saranno invece a carico dei partecipanti.

Per ulteriori informazioni sull’organizzazione del convegno sarà possibile consultare il sito della Scuola di Dottorato (www.dott.assa.campusnet.unito.it) o contattare direttamente il comitato organizzativo all’indirizzo ritratto@unito.it.

 

 

Il comitato organizzativo

Federica Boragina

Jacopo Bruno

Francesco Cissello

Francesca Demarchi

Giampaolo Distefano

Gianluca Sapio

Mauro Spina

Giulia Toso

Laura Zamparo

 

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 Locandina

 

Ultimo aggiornamento 13/06/2016

Ultimo aggiornamento: 21/09/2018 23:24
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